Smettere di allattare dopo l’anno del bambino

L’allattamento al seno è ciò che, la maggior parte delle mamme, sperano per se stesse e per il proprio bambino.

Non sempre si riesce con successo, i motivi possono essere molteplici e, a mio avviso, non criticabili.

In altri casi l’allattamento procede talmente bene che si protrae oltre l’anno, i due e/o i tre anni.

Nel mio caso non sono riuscita ad allattare oltre un mese Gaia per vari motivi per cui mi sono particolarmente impegnata con il secondo, grazie soprattutto all’aiuto dell’ospedale dove ho partorito (Ospedale San Giuseppe),

Ho allattato a richiesta e continuo a farlo pensando fosse la scelta migliore, ma nel mio caso non è stata una grande idea, forse ho allattato troppo a richiesta e la conseguenza è di un attaccamento morboso.


Appena nato si attaccava ogni 10 minuti, mi dicevano fosse normale dato che è un bambino prematuro, così ho continuato in quella direzione.

Piano piano i tempi si allungavano e variavano, con lo svezzamento è migliorato notevolmente.

Ammetto che all’inizio era (ed è ancora) bello avere quel momento di coccola ed intimità che si crea ma, adesso è diventato ingestibile.

Non posso uscire senza averlo perennemente attaccato al seno, mi spoglia completamente in qualsiasi luogo o momento.

Non riesco a formulare una frase di senso compiuto senza avere lui disperato perché non gli permetto di attaccarsi.

Per me è diventato stress, stanchezza e nervosismo, non è più quel momento bello e speciale che credevo fino a poco tempo fa.

Per tutti questi motivi ho deciso di rivolgermi a una consulente dell’allattamento ed educatrice per smettere, o almeno ridurre tutto ciò.

Ho fatto molta fatica a comporre quel numero di telefono, mi sentivo di fare un torto a lui e ammetto che, per quanto difficile, non sono realmente pronta ad un distacco completo.

Nonostante tutto ho chiamato e preso appuntamento.

Ho pensato che il mio egoismo in realtà potesse creare solo problemi a lui, perché lo vedo davvero soffrire quando non ci sono, non posso cambiare stanza, se esco mi cerca ovunque.

Per cui, ho incontrato la consulente. Non sapevo cosa aspettarmi.

Purtroppo quando allatti si è circondate da persone che criticano i tempi e i modi dell’allattamento.

Sanno dire con molta facilità ” basta staccarlo no??” oppure “metti dei cerotti, digli che stai male” facendoti sentire costantemente sbagliata e giudicata.

Io ho sempre seguito la mia strada giusta o sbagliata che fosse, ma ammetto che avevo paura di sentirmi giudicata per l’ennesima volta (che poi non ho commesso un reato, credo…)

Mi sono seduta davanti a questa signora, Paola, insieme a mio marito, la prima cosa che mi ha chiesto è stata perché fossi lì, come stavo vivendo questa situazione e come la vivesse Gaia.

In 10 minuti aveva già centrato il problema che vedevo ma non volevo capire.

Mi dice:

“Nell’allattamento non è l’età del bambino a decretare quando smettere di allattare ma, il metodo dell’allattamento e se, crea eventuali problemi in famiglia”

In un attimo mi sono sentita in colpa non per lui ma per lei, la sorella che continua a vedere questo rapporto esclusivo che non ha potuto vivere anche lei.

La mamma che fino a 1 anno fa viveva in simbiosi con lei improvvisamente vive in simbiosi con un altro bambino che non la lascia mai sola.

Ed ecco che si apre una visione netta e chiara!

L’allattamento è un pasto, una coccola serale, non un ciuccio o una mamma perennemente a disposizione.

Per cui dopo oltre un’ora di conversazione e di comprensione reciproca il consiglio è stato uno e soprattutto non drastico come immaginavo:

NON togliere il seno definitivamente in un colpo solo ma lentamente, con calma e decisione.

Attendere tra una poppata e l’altra 1 ora, poi 2 e così via…

Decidere un luogo da utilizzare e non allattare ovunque

Sarà dura, perché avrà improvvisamente delle regole ma che gli serviranno per crescere.

Impedirgli di mettere la mano sul fuoco è semplice, sappiamo che fa tanto male, ma nonostante il bambino continui a piangere perché quella fiamma affascinante deve essere toccata ed esplorata noi lo evitiamo, e così dovrebbe essere per il seno.

E’ difficile, sappiamo perfettamente che il senno non è una fiamma che ti manderà in ospedale ma, un attaccamento morboso, non è per nulla sano.

Ci vuole pazienza, tempo, costanza.

Sarà difficilissimo i primi giorni perché non avrà più la mamma sempre a sua disposizione ma, basterà distrarlo con un gioco o qualsiasi altra cosa attiri la sua attenzione e in poco tempo tutto sarà più semplice.

In questo caso è proprio il caso di dirlo… Coraggio mamme!!! Abbiamo partorito … supereremo anche questo!!

 

 

 

 

 

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