Partorire a Milano: Ospedale San Giuseppe

Scelta dell’ospedale:

 

All’inizio della mia prima gravidanza non avevo alcun dubbio su quale ospedale scegliere per partorire, pensavo che a Milano qualsiasi ospedale sarebbe andato bene.

Con il passare dei giorni sono cresciuti i dubbi e soprattutto le paure per cui, se all’inizio la mia priorità era la vicinanza, con il passare dei mesi le mie priorità sono decisamente cambiate. Per cui ho deciso di rivolgermi all’ospedale migliore di Milano per quanto riguarda le nascite.

Avevo basato la mia scelta su due punti importantissimi, ovvero, volevo ci fosse la terapia intensiva neonatale (TIN) per essere certa di aver la migliore assistenza qualora fosse andato storto qualcosa.

Volevo, assolutamente, tenere in camera con me il bambino dopo il parto 24h/24h (rooming-in).

Queste erano diventate le regole fondamentali per poter affrontare il parto con serenità.

Una volta arrivati al fatidico giorno mi si è aperto un mondo a me sconosciuto. Non avevo preso in considerazione molti aspetti, come ad esempio che fosse un ospedale universitario, per cui in caso di episiotomia inizia a pregare che tu non sia la prima- E non solo in caso di episiotomia-.

Essendo il miglior ospedale il numero di nascite è talmente elevato che tu diventi semplicemente un numero, una delle tante, per cui l’assistenza è minima.

Ma non voglio soffermarmi su tutto ciò che non è andato bene nel mio primo parto, anzi, vorrei raccontarvi la mia seconda esperienza all’ospedale San Giuseppe di Milano.

Per questo secondo parto avevo optato per questo ospedale perché me ne avevano parlato bene, volevo fidarmi e speravo che sarebbe andato tutto bene.

In realtà non è stato proprio così. A 36 settimane iniziai ad avere dolori fortissimi cosi decisi di andare al pronto soccorso della San Giuseppe, non immaginando che sarebbe stata la notte più difficile della mia vita.

L’assistenza è stata immediata, sono entrata subito nella sala visita e nemmeno il tempo di chiedermi il nome che mi si rompono le acque, anzi, immaginavo fosse quello, in realtà era una pozza di sangue, avevo un distacco di placenta in atto.  In pochi istati mi ritrovo in sala parto con anestesisti, ostetriche, ginecologa.

Ero sotto shock, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, o meglio lo capivo ma ero talmente terrorizzata che non riuscivo a reagire.

Avevo un’ostetrica che mi stringeva la mano, mi guardava negli occhi e mi rassicurava, la sua vicinanza mi ha fatta sentire al sicuro nonostante la paura, nonostante gli occhi pieni di lacrime, nonostante il personale corresse intorno a me, tra moduli da firmare, anestesia, domande alla quale non riuscivo a dare risposta. In quel momento ho pensato fosse il mio angelo custode. Non sapevo se sarei uscita da quella sala parto da sola o con un bambino. Ero terrorizzata ma lei era lì a darmi tutta le forza necessaria per lottare.

In 30 minuti sono entrata in ospedale e fatto un cesareo d’urgenza, in 30 minuti sono entrata e fatto nascere il mio bambino. Non avrei potuto sperare intervento migliore.

Purtroppo però Mattia l’ho visto per pochi istanti, è stato portato subito nella culla termica perché aveva difficoltà a respirare da solo. Io sono stata portata in una stanza, la gentilezza e la disponibilità delle ostetriche mi hanno lasciata senza parole. Reduce dalla prima esperienza non ero abituata a tutto ciò.

Il Mattino, dopo le varie visite, mi hanno portata dal mio bambino, era uno scricciolino. Lo vedevo in quella culla da solo, non potevo toccarlo, prendere in braccio, baciare. Per 4 lunghissimi giorni è stato chiuso li dentro. Ho sofferto tantissimo, volevo solo che stesse bene, volevo tenerlo tra le mie braccia e fargli capire che ero li accanto a lui. Non riuscivo a sopportare l’idea che non mi sentisse più accanto. Si è ritrovato dal vivere in simbiosi con me, al nulla. Ho avuto un momento di sconforto ma tutto il personale era lì, c’era ogni volta che ne avevo bisogno.

Quando entravo nella nursery trovavo sempre una puericultrice che si occupava di lui ma non come farebbe qualsiasi persona che fa il suo lavoro, in ogni gesto leggevo la cura, l’amore, e non solo verso il mio bambino ma verso tutti i bambini presenti.

I pediatri sono attenti, scrupolosi. Monitoravano costantemente Mattia, hanno effettuato cure preventive e mi hanno costantemente rassicurata.

Non potendo attaccarlo al seno per i primi giorni ero certa che non sarei riuscita ad allattare, esattamente come con Gaia. Oltre ogni aspettativa, grazie alla costante assistenza delle puericultrici che mi hanno aiutata, ancora oggi, a distanza di 9 mesi ho una quantità di latte che non avrei mai immaginato di avere.

Avevo paura di non riuscire con l’allattamento anche con Mattia, invece sono state pazienti, entravano in camera per controllare come si attaccava il bambino, mi aiutavano. Ho avuto un’assistenza paragonabile a un reparto privato.

Ogni singola persona che ho conosciuto li dentro ha reso quei giorni atroci, un ricordo bellissimo che porterò sempre con me.

Forse direte che è scontato, che fanno il loro lavoro, ma vi assicuro che quello che fanno non è scontato.

Ho vissuto la prima esperienza malissimo, ero un numero, non venivo considerata per nessun motivo, non sono stata aiutata per l’allattamento o per qualsiasi altra esigenza.

Alla San Giuseppe ho trovato persone competenti, che fanno il proprio lavoro con il cuore e che mi hanno fatta sentire importante. Non ti lasciano sola a vivere il tuo momento, diventano la tua ancora.

Non so se mai queste righe arriveranno a loro ma voglio approfittarne per ringraziarli.

Grazie alla Ginecologa che ha dato vita al mio piccolo principe.

Grazie alle ostetriche che hanno monitorato costantemente me e le altre mamme con attenzione, passione, disponibilità, simpatia.

Grazie alle puericultrici che mi hanno supportata, che hanno fatto da mamma al mio bambino per i primi 4 giorni in maniera eccellente.

Grazie perché dopo la dimissione non ti abbandonano a te stessa, fissano dei controlli periodici (e non solo per i prematuri). Si assicurano della saluta del bambino e della mamma.

Nel mio caso dopo 8 mesi mi hanno contattata per sapere se stavamo bene, se Mattia stesse bene. Non ho parole per descrivere queste persone e soprattutto questa organizzazione eccellente.

Se all’idea di partorire una seconda volta ero terrorizzata, oggi posso dire che lo rifarei altre mille volte nonostante l’esperienza.

Nel mio caso sono stata molto fortunata, ho vissuto male quei giorni ma sono consapevole che ci sono mamme che vivono quei momenti per un periodo molto più lungo. A tutte quelle mamme auguro di trovare l’assistenza che ho trovato io perché avere del personale che ti sostiene in quei momenti difficili è importantissimo.

Scusate se mi sono dilungata ma ho a cuore la San Giuseppe perché mi ha regalato uno dei momenti più belli che porterò sempre con me nonostante tutto.

4 Responses

  1. Ciao Francesca, anch’io vorrei partorire al San Giuseppe, è la mia prima volta quindi le paure e le ansie sull’ospedale crescono di più, però dopo che ho letto la tua “letterina” mi sono convinta sempre di più!
    Grazie

    1. Ciao Gianna,
      Sono contenta di esserti stata di aiuto. La mia esperienza e di molte altre mamme che conosco è stata positiva.
      In bocca al lupo…
      E se andrai a partorire li fammi sapere se anche la tua esperienza è stata positiva, mi farebbe piacere.
      Tantissimi auguri!

  2. Ciao Nadia,
    Il tuo commento mi ha riempito il cuore di gioia, è il primo che ricevo e sono felicissima che ciò che ho scritto può essere utile o opprezzato. Per cui grazie infinitamente. Per quanto riguarda l’ospedale penso che tu non possa fare scelta migliore. Puoi ricevere la cura e l’assistenza necessaria di cui una neo mamma ha bisogno. Prova a programmare una visita con un ginecologo della struttura.
    Ti faccio i miei migliori auguri per questo secondo inizio e se ti fa piacere fammi sapere com’e andata (anche se dovessi optare per un’altro ospedale 😄) .
    In bocca al lupo.
    Un abbraccio
    Francesca

  3. Ciao Francesca! È molto bello il tuo blog!
    Condivido appieno tutto ciò che hai scritto e mi sono commossa quasi nel post che riguarda cosa dire a una futura mamma.

    Sono capitata del tuo blog per caso cercando informazioni sull’ ospedale San Giuseppe e ho raccolto anche la tua bella esperienza!
    Io sono di Pavia e pensavo che, nel caso mi programmassero un cesareo, mi sarebbe piaciuto partorire là! Sto aspettando il secondo

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